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DiCemBriNe...di tutto e di più

30 novembre 2005

LA NASCITA DI FRANCESCO NICOLA

IL RACCONTO DEL PARTO DI AMARENIDE

Abbiamo concordato con il gine la data del parto:17 novembre. È stata una gravidanza dura, il gine preferisce concordare tutto per concludere in serenità. Dal canto mio è troppo tempo che aspetto, che sento questo piccolino lottare dentro di me per venire al mondo. Alla 17ttesima voleva andare via. Un emorragia, una corsa al ps, mi veniva trovata una dilatazione di 2 cm. Mi ricoveravano d’urgenza. Le contrazioni aumentavano d’intensità finchè non mi portavano in sala travaglio in attesa del terribile evento. Ho pregato quella notte, tanto, finchè all’alba sono diminuiti i dolori. Il mio piccolo si era salvato. Ho avuto altri 3 ricoveri, da allora, ma Franci ha dimostrato una caparbietà unica: è rimasto con me. Adesso so che sta per venire al mondo. Non ho paura del dolore, anzi aspetto con ansia che arrivi e che mi invada, perché conoscerò il mio piccolino il prima possibile. Così il 16 vengo ricoverata in ospedale, dove ormai sono conosciuta da tutti. mi fanno gli accertamenti di rito. Giunge la notte, sono in fibrillazione, non dormo. Alle 8.30 vengo convocata al gruppo parto: mi debbono indurre con il gel. Mi visita il primario, trova una dilatazione di 2 cm e mi chiede se sono pronta, perché le condizioni sono favorevoli. Annuisco. Allora prende una siringa e mi inocula una dose di gel. Mi portano in sala travaglio dove altre 2 ragazze sono state indotte. Mi attaccano al monitoraggio. Aspettiamo. Passano i minuti ma non succede nulla. Le mie 2 compagne si lamentano, soffrono, io nn sento nulla. Il tracciato nn rileva contrazioni. Esco dalla sala travaglio dopo un ora e vado in corridoio. Cè la mia mamma fuori, il mio papà e mia suocera. Passeggio, sono nervosa, ma nn sento nessun dolore. Alle 10,00 mi riattaccano al tracciato:nessuna contrazione buona. Inizia qualche leggerissima fitta, continuo a passeggiare. Alle 11.00 altro tracciato: nessuna contrazione buona. I dolori sono leggermente + intensi. Alle 12.00 il mio ginecologo mi visita perché deve tirar fuori la garza che mi hanno lasciato dentro. Lo vedo fare una faccia strana e gli chiedo se per caso nn trovi la garza. Lui mi risponde che la garza l’ha trovata e che ha trovato anche una dilatazione di 5 cm. Mi comunica che alle 14.00 mi romperà le membrane. Ritorno in corridoio, continuo a passeggiare:sono emozionata. Alle 13.00 arriva finalmente in ospedale Salvo, mio marito,. Ci sono tutti, i miei ed i suoi, io continuo a passeggiare in corridoio. Le contrazioni si sentono appena. Alle 14.00 rientro al gruppo parto. Ho paura, ma entro decisa e dico al gine che sono pronta. Prende un mega bastoncino e mi rompe le acque. Mi alzo, so cosa mi aspetta. Mi mettono a letto sotto tracciato e mi attaccano la flebo di ossitocina. Iniziano i dolori, ma il tracciato nn rileva contrazioni utili al parto (!). Passa un ora, il gine mi visita: dilatazione completa, ma francy non è incanalato. Bisogna collaborare. Mi confondo. Nn so che fare, non ho fatto in tempo a finire il corso preparto. L’ostetrica dolcissima mi fa alzare, mi dice di mettermi accovacciata, appoggiando i gomiti sul letto e di spingere (addio dignità).spingo, ma ho tanto male, lei mi incoraggia. Dopo qualche spinta mi accompagna in sala parto. Ci arrivo camminando, salgo sulla sedia, afferro le maniglie ed è il caos. Ho male, mi confondo, non riesco, non so spingere, urlo tantissimo, all’improvviso vedo Salvo entrare-che coraggio amore mio, lui che si impressiona alla vista del sangue-si mette dietro di me e mi sorregge la testa con le mani. Ritrovo tutta la mia forza, riprendo concentrazione, inizio a spingere bene, non urlo più. Il gine mi dice che ci siamo, di spingere quando mi da il vià. È un attimo:spinta, gomito sulle spalle e taglietto. Francy esce di botto, me lo mettono subito sulla pancia. È caldissimo. me ne innamoro subito. E’ piccolo. 2,640 Kg. Salvo mi stringe, non sono mai stata così felice in vita mia. Portano via francy. Sento le ostretiche e le infermiere elogiare Francy, dicono che è bello, con il faccino tondo tondo, una perfetta miniatura. All’improvviso viene chiesto a Salvo viene di uscire, perché c’è qualche problema. La placenta non si stacca. Provano varie manovre, il dolore è tremendo, ma nn cè soluzione. Arriva l’anestesista, anestesia totale. Mi addormento senza accorgermene. Al risveglio sono euforica, sono in un lettino accanto ad altre mamme che stanno svegliandosi dopo il cesareo. L’anestesista ride, dice non ha mai visto tanta verve in una neo mamma. Eh si….io so che fuori dalla porta c’è il mio piccolo indifeso cucciolo che mi aspetta e non vedo l’ora di dirgli quanto lo amo.